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Pasqua a Noto in Sicilia

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Una Pasqua di tradizione e cultura tra le vie orlate di barocco della splendida cittadina di Noto.




Pasqua a Noto: fede, tradizione e barocco nel cuore della Sicilia
Vivere la Pasqua a Noto significa immergersi in un’atmosfera unica, dove spiritualità, tradizioni secolari e splendide architetture barocche si fondono in un’esperienza di grande suggestione. Durante la Settimana Santa la città si anima di riti solenni e partecipati, culminando la Domenica di Pasqua con uno degli appuntamenti più emozionanti: “La Pace”, l’incontro tra il Cristo Risorto e la Madonna.

I momenti più significativi della Pasqua a Noto:

Venerdì Santo – La Processione della Santa Spina
Il Venerdì Santo è dedicato a uno dei riti più antichi e sentiti della città: la processione della Santa Spina, una reliquia legata alla corona di Cristo. Il prezioso reliquiario viene portato in corteo tra le vie del centro storico, accompagnato dalla partecipazione dei fedeli e da un’atmosfera intensa di raccoglimento.

Domenica di Pasqua – “La Pace”
Il momento culminante delle celebrazioni si svolge in Piazza Municipio, dove alle ore 13:00 ha luogo il tradizionale incontro tra i simulacri del Cristo Risorto e della Madonna. Questo rito, chiamato “La Pace”, rappresenta simbolicamente la gioia della Resurrezione ed è accompagnato da una grande partecipazione popolare.
Un’esperienza tra riti e arte
Durante il periodo pasquale, Noto — città dichiarata Patrimonio UNESCO — accoglie numerosi visitatori attratti non solo dalle celebrazioni religiose, ma anche dal fascino del suo straordinario patrimonio artistico. Passeggiare tra le eleganti vie del centro storico permette di scoprire palazzi nobiliari, chiese monumentali e la maestosa Cattedrale di San Nicolò, capolavoro del barocco siciliano.

Alla scoperta delle tradizioni nei dintorni
Noto rappresenta anche un ottimo punto di partenza per esplorare altre celebrazioni pasquali della Sicilia sud-orientale, tra cui:
la “Madonna Vasa Vasa” a Modica, suggestivo incontro tra il Cristo Risorto e la Madonna;
  • “U Gioia” a Scicli, una festa popolare ricca di entusiasmo e partecipazione.
    Una Pasqua da vivere a piedi
    Il centro storico di Noto è compatto e facilmente visitabile a piedi. Questo rende la Pasqua il momento ideale per passeggiare tra scenografiche piazze e splendidi edifici barocchi, lasciandosi coinvolgere dall’atmosfera festosa e dalle tradizioni che rendono questa città una meta affascinante per il periodo pasquale.




    Ora legale cambio a marzo

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    Tags: Oralegale
    Ora legale 2026



    Da fine mese l’inverno cederà il passo alla primavera con le giornate più lunghe grazie al cambio dell’ora, da solare a legale che ci farà dormire un’ora in meno, ma ci farà risparmiare energia.

    Domenica 29 marzo Torna l'ora legale:
    le lancette andranno spostate in avanti dalle ore 02.00 alle 03.00 quindi avanti di un'ora.




    Sicilia: la leggenda della testa di moro

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    La leggenda della Testa di Moro


    Si dice che intorno all’anno 1100, periodo della dominazione araba in Sicilia, in un antico quartiere di Palermo, viveva una bellissima fanciulla dalla pelle rosea, paragonabile ai fiori di pesco.
    Ella viveva quasi in clausura e trascorreva le giornate dedicandosi alla cura delle piante che ornavano il suo balcone.
    Un giorno, passando un giovane moro vide la bella ragazza intenta a curare le piante e se ne innamorò subito.
    Decidendo di volerla tutta per se ed entrò in casa della ragazza per dichiararle il suo amore.
    La fanciulla ricambiò l’amore del giovane moro, ma quando seppe che questo l’avrebbe presto lasciata per tornare nelle sue terre in Oriente, dove l’attendevano moglie e i figli, approfittò della notte e lo uccise mentre giaceva nel sonno.
    La fanciulla gli tagliò la testa, e con questa ci fece un vaso dove vi piantò del basilico odoroso. Infine lo mise in bella mostra fuori nel balcone, affinché l’uomo rimanesse per sempre con lei.
    Il basilico crebbe rigoglioso, grazie alle lacrime che la fanciulla vi versava giornalmente, destando però l’invidia di tutti gli abitanti del quartiere che, per non essere da meno, si fecero costruire dei vasi di terracotta a forma di testa di moro. Teste che sono tutt’ora prodotte in ceramica dagli artigiani siciliani.



    🎄 Felice Anno Nuovo da Noto Web 🎅

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    Buone Feste &
    Felice 2026 dallo Staff




    Breve Storia di Noto

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    Itinerario Storico Turistico

    BREVE STORIA DI NOTO

    Il monte Alveria ospitò il suo primo insediamento durante l'età del Bronzo Antico o Castellucciana (XVIII - XV sec. a,C,).
    La presenza dei Siculi nel III periodo (850 - 730 a.C.) ed in particolare nel IV periodo (730-650 a.C.), è dimostrata dalla necropoli con tombe a cameretta sopra il ponte del Salitello.
    Neas o Neve Eten, città nuova, divenne di costumi greci, cadendo nella sfera di competenza siracusana.

    Sappiamo che Neaiton, secondo Polibio e Tito Livio, fu una colonia siracusana durante il regno di Ierone II, riconosciuta nel 263 a.C. dai Romani con un trattato di pace.

    Nel 214 o 213 a.C. Neaiton apre le sue porte al console romano Marco Claudio Marcello e alle sue milizie, per questo fu riconosciuta città alleata di Roma, come Taormina e Messina.


    Durante il periodo tardo - romano nella sua zona fu costruita la Villa Romana del Tellaro (IV secolo).

    Dopo l'occupazione della Sicilia (535-555 circa) da parte delle legioni bizantine dell'Imperatore Giustiniano I, il territorio di Noto fu arricchito di monumenti, come la basilica di Eloro e la Trigona di Cittadella dei Maccari, l'Oratorio della Falconara e la Cripta di S. Lorenzo Vecchio, il Cenobio di S. Marco, il Villaggio di contrada Arco, ecc.

    Nell'864 Noto fu occupata dagli Arabi del ras Cafagh ben Sofian, che la fortificarono.
    Data l'importanza attribuita alla città dagli Arabi, Noto divenne, nel 903, capovalle e il suo territorio registrò la razionalizzazione dell'agricoltura e la promozione dei commerci.
    Fu insediata l'industria della seta, sfruttando la presenza di gelsi nel territorio.

    Nel 1091 Noto fu occupata da Ruggero d'Altavilla, poi Conte di Sicilia, e affidata al governo del figlio Duca Giordano, che iniziò la costruzione del castello e delle chiese cristiane.

    Durante il regno di Federico II, a Noto, governata dal conte Isibaldo Morengia, fu eretto il monastero benedettino di Santa Maria dell'Arco.

    Durante il periodo angioino Noto il 2 aprile 1282 partecipò all'insurrezione dei Vespri Siciliani.
    Sotto il dominio aragonese Noto fu governata da Guglielmo Calcerando.

    Il re Ferdinando II nel 1335 e il re Ludovico nel 1353 visitarono la città, concedendole privilegi.

    Nel 1351, dopo otto anni di vita eremitica nella Valle dei Miracoli, morì Corrado Confalonieri, francescano, di nobile famiglia.

    Sotto il regno di Alfonso V il Magnanimo fu Viceré di Sicilia don Nicolò Speciale, netino, che diede un importante contributo allo sviluppo della città, governata dal Duca Pietro d'Aragona, fratello del re.
    Il Duca fece edificare nel 1431 la Torre Maestra del Castello di Noto Antica.

    Nel 1503, per intervento del vescovo Rinaldo Montuoro Landolina, il re Ferdinando II il Cattolico conferì a Noto il titolo di "Città ingegnosa" per i tanti personaggi che nel quattrocento si distinsero nel campo dell'Arte, delle Lettere e della Scienza, come Giovanni Aurispa, Antonio Cassarino, Antonio Corsetto, Andrea Barbazio, Matteo Carnalivari, ecc.

    Nel 1542 il Viceré Ferrante Gonzaga fortificò le mura della città conferendole valore strategico per il controllo delle coste da Avola a Capo Passero.

    Nel Seicento vennero edificati, con il lascito del barone Carlo Giavanti, il Collegio dei Gesuiti per l'educazione dei giovani e la Casa del Refugio per le zitelle orfane o povere.

    L'11 gennaio del 1693 la città, allora nel suo pieno splendore, fu distrutta da un terribile sisma, morirono circa 1000 persone.
    I cittadini non si persero d'animo ed iniziarono la ricostruzione, sempre in stile barocco, sul colle del Meti, molto più in basso rispetto alla posizione originaria.

    La nuova Noto fu disegnata dall'ing. Formenti e da fra Angelo Italia con pianta ippodamea ad assi ortogonali, come gli impianti urbanistici delle città greche;
    S. Domenico, S. Carlo, la Cattedrale, la Basilica del SS. Salvatore, l'Immacolata, il SS. Crocifisso, i Monasteri di S. Chiara, SS. Salvatore, Montevergine, S. Agata, Badia Nuova, i conventi di S. Domenico, Carmine, S. Francesco d'Assisi, S. Antonio di Padova e i palazzi dei Giurati, Nicolaci, Landolina, Astuto, Trigona e Impellizzieri resero la città splendida sul piano urbanistico ed architettonico per merito dei committenti e degli architetti Gagliardi, Sinatra, Paolo e Bernardo Labisi, Antonio Mazza.

    Alla fine del Settecento il barone Antonino Astuto creò un Museo privato, con le sezioni numismatica, archeologica, mineralogica, biblotecaria e con una Galleria di quadri degli Uomini Illustri Netini, uno dei tanti esempi del fervore culturale della città.

    Nell'Ottocento, con la nuova riforma amministrativa, Noto non era più capovalle, il titolo fu concesso a Siracusa.

    Nel 1837, a causa di un'insurrezione antiborbonica divampata a Siracusa, Noto divenne capoluogo di Provincia, e nel 1844 anche Centro Diocesi.
    La città fu più volte visitata dal Re Ferdinando II di Borbone e dalla Regina Maria Teresa d'Austria.

    Nel 1848 scoppiò la rivoluzione antiborbonica di Palermo e Noto vi aderì,
    l'anno dopo venne sedata ed il netino Matteo Raeli andò in esilio a Malta,
    poichè era stato Ministro del Governo rivoluzionario.

    Nel 1860 Noto aderì alla guerra garibaldina contro i Barboni e mantenne il titolo di capoluogo, poi restituito a Siracusa nel 1865.

    Nel 1870 fu inaugurato il Teatro Comunale; il giurista e patriotta Matteo Raeli fu nominato Ministro di Grazia e Giustizia e dei Culti della nuova nazione.



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