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La Memoria è il respiro del Tempo

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Tags: francesco adragnasalvatore raudino

Con questa esortazione che dà il titolo alla mostra, Adragna vuole suggerire all’uomo di “imparare ad imparare dalla memoria degli errori della storia.
L’uomo di oggi non ha memoria storica e spesso torna a commettere gli stessi errori commessi in passato; se riuscisse a fare tesoro della memoria potrebbe evolversi verso un concetto di bene comune che eliminerebbe quelle sacche di povertà, dolore e ingiustizia che ancora flagellano il mondo”.
Quello che accomuna la fotografia di Raudino con la poesia di Adragna, è la ricerca della Verità attraverso l’osservazione della Natura quale unica testimonianza di autenticità assoluta su questa terra.
Alla domanda “La bellezza salverà il mondo?” li abbiamo sentiti rispondere “No! La bellezza è illusoria e ingannevole. Solo la Verità può farlo!” “La nostra verità è quella assoluta e non relativa” dice Adragna “La verità relativa di quel quadrato proiettato da una fonte di luce che illumina la faccia di un cubo non ci interessa; a noi interessa la Natura del cubo e la verità assoluta della luce”.
Le foto e i visi di Raudino rappresentano la Verità immortalando la Natura negli occhi di quegli uomini che ancora vivono in simbiosi con essa, continuando ad esserne parte integrante; ne scorgiamo la semplicità dei gesti che arriva fino alla “Natura delle cose”, la serenità e la semplicità della felicità del vivere. Anche nella poesia di Adragna leggiamo tra i versi la preponderante presenza della Natura che si rispecchia nel ritmo del giorno e della notte, della luce e del buio, riuscendo a sentire il battito del cuore del mondo e riuscendo, all’occhio dell’attento osservatore, ad entrare nelle immagini di Raudino fino a farle respirare. Ogni artista ha un messaggio che avverte l’esigenza di liberare. Raudino e Adragna vogliono ricordare all’uomo le proprie origini e da dove proviene e che, per mezzo di quella Libertà che sa riappropriarsi della Natura e del suo “essenziale”, è ancora capace di essere felice.






“Il freddo dolore dei chiodi” del Poeta Francesco Adragna

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Tags: “Ilfreddodoloredeichiodi”Adragna Francesco
 
Il poeta Adragna, varesino di adozione da quasi due decenni, conquista la Loggia del Castello di Formigine a Modena con la silloge poetica “Il freddo dolore dei chiodi”
 
Dopo aver raccolto nel 2016, con la versione breve della silloge, gli allori dell'Albero Andronico in Campidoglio a Roma, lo scorso 2 giugno trionfa anche al X edizione del Concorso Letterario “La Nuova Poesia” alla Loggia del Castello di Formigine a Modena con la versione questa volta integrale. Il poeta Adragna, ha incantato la giuria per lo stile e la tematica conquistando sia il gradino più alto del podio che la pubblicazione dell'opera, inserita nella “Collana del Cavaliere” di Antonio Maglio, poeta, romanziere e saggista della Casa Editrice “Il Fiorino” di Modena.
 
Un'opera dal pensiero multiforme strutturata in due capitoli e quarantadue componimenti che, scorgendo singolari equilibri, sposa la fede religiosa con quell'analisi filosofica da sempre peculiarità dell'autore, e con l’aiuto di un’equazione porta il lettore alla consapevolezza che “La natura non è giusta, ma esatta. Dio non è infallibile, ma perfetto”.
 
-          L’Uomo, da tempo immemore, attribuisce a Dio molte, tante, troppe colpe …” - dice Adragna nel suo intervento precedente al reading poetico – “… questa silloge vuole redimerlo dalla colpa del dolore della croce di Cristo, suggerendo all'uomo uno sguardo diverso e privilegiato con la natura quale mediatrice del dialogo tra lui e Dio.”.
 
La silloge si dipana su temi non solo intimamente religiosi ma sulla fede di un nuovo domani profusa nelle sfide dell’uomo, che si trova ad affrontare le spigolature quotidiane della vita come la guerra, l’amore, la natura, la famiglia, la malinconia della sua terra natia ma anche una preponderante amore per la Varese che, nel mondo della scuola che frequenta come insegnante come nella vita, lo ha accolto con sensibilità e ascolto.
 
Un amore viscerale per la “ormai anche sua” Varese, nutrito dai suoi occhi innamorati di lidi, laghi e monti e esternato in versi come quelli di Lago – Ieri/ tra tanta bellezza/ trovai la porta del lago/ e valicando/ scorsi nel timbro dei colori/ e nella bianca grazia dei cigni/ l’armonia della natura/ come la mano di Dio; ed anche in “Ritrovarsi” – … Soleva la neve arrivare / in assenza di un segnale / come una gelida carezza/ avvolse la pelle/ con un sussulto dell’anima.
 
Adragna non è nuovo anche ad iniziative sociali. Dopo che 2016 è stato promotore di un progetto scolastico “Sguardi diVersi” che ha visto la sua scuola ISIS EDITH STEIN di Gavirate, pubblicare l’antologia poetica “il vento e i fiori di campo” e finalizzare tutti i proventi delle vendite all’”Associazione del Sorriso” di Gavirate, torna oggi con “Il freddo dolore dei chiodi” e con un altro progetto culturale
 
-           “Vorrei che quest’opera possa essere compresa non solo come un testo da accogliere intimamente, ma divenga esempio e opportunità di catarsi di una poesia che sa trasformarsi da monito in azione.
 
A questo riguardo, con lo spirito del - Se ogni giorno non rendi migliore la vita di nessuno stai solo sprecando il tuo tempo – vorrei educare il lettore alla consapevolezza di una buona prassi del devolvere in attività benefiche i proventi emersi dall'acquisto dei testi (gite e libri gratis per alunni di scuole, contributi a famiglie disagiate e/o associazioni del territorio che si occupano di volontariato, lotta all’emarginazione, assistenzialismo, etc) affinchè la poesia possa realmente incidere sul miglioramento della comune quotidianità, divenendo essa stessa comune parte integrante.
 
-          Sono particolarmente soddisfatto di questa mia silloge – dice Adragna – perché ho voluto condividerla e fatta contaminare da alcune per me grandi fonti di ispirazione: il prof. Massimo Furiga, forbito gentiluomo ed enciclopedico insegnante di Lettere del Liceo “Edith Stein” di Varese, ne ha curato la straordinaria introduzione “da trapezista” perfettamente in linea il pathos del testo, e l’artista Gaetano Blaiotta, scrittore, pittore, performer poetico-teatrale ed Editore della GaEle che, potendo vantare frequentazioni artistiche con Ibrahim Kodra ed Ernesto Treccani e collaborazioni teatrali con Dario Fò e Franca Rame, ha voluto regalarmi tre sue opere inserite ad impreziosire la silloge.
 
Inoltre, il poeta Adragna, da alcuni definito “atleta dell’arte” non solo per la sua vicinanza al mondo dello sport, ha sviluppato questa sua riflessione religioso-letteraria anche con una sua installazione pittorica - olio su tela - che, prendendo lo stesso titolo della silloge, la completa con un impatto visivo che sfocia sorprendentemente nel multimediale.
 
-          Ormai da tempo, sia nei miei Reading scolastici che in ambito performativo Poetry Slam, ho appreso la spontanea consuetudine di utilizzare la forza delle tre arti “Parola, musica e immagini” che si intrecciano in sorprendenti tridimensionali emozioni.  
 
-          “Per questo mio nuovo/vecchio “credo” sulla catarsi di una poesia che può incidere non solo emotivamente ma anche concretamente sulla vita di tutti i giorni, ho sospeso la pubblicazione di altri due testi, (un libro di racconti sulla scuola ed un’altra silloge sull’analisi della Verità del tempo) per dedicarmi alle diverse presentazioni programmate per il prossimo inverno.
 
 

“Polaroid”
E’ forse un’illusione
il ricordo delle carezze
delle onde sull’arenile.
Indispettiva il calore del sole le lucciole nascoste a cantare all’ombra degli ulivi.
Ricordo i miei occhi
sorridere ai sorrisi
delle tue vesti di pietra rosa.
Ricordo i tuoi baci dolci
la tua pelle salata sulla battigia tra la gente distratta a festa.
Preziosa madre terra
se oggi mi dimentichi
forse per te non fu amore
il mio amore per te.
( Francesco Adragna )
 
Bio-bibliografia di Francesco Adragna

 
 
Francesco Adragna, nasce, cresce in Sicilia nella Noto barocca “giardino di pietra” di Cesare Brandi; oggi lombardo di adozione, vive a Varese dove lavora come insegnante.
 
Artista poliedrico è fotografo, pittore e autore di installazioni (anche letterarie) che celebrano quel diVerso sguardo sul mondo osservato dai suoi occhi.
 
Tra l’inquietudine di Pessoa e la trasparenza dei voli pindarici della Dickinson, la sua poesia distante dal condizionamento metrico, trae ispirazione dalla cultura filosofica dell’analisi di quella che lui stesso definisce “realtà ferita”, indagando figure molto intimiste che svelano il suo Essere nella singolare corposità dei versi finali stranianti e riflessivi.
 
Premiato e finalista in diversi concorsi di filosofia, poesia e prosa, è presente in diverse antologie ed enciclopedie come l’Enciclopedia di Poesia Contemporanea della Fondazione Mario Luzi di Milano e della Aletti Editore di Roma.
 
Più volte selezionato vincitore al “Premio Montano” di Verona, il “Premio Professionisti di Pratiche Filosofiche” della Certaldo di Firenze, il “Premio Alda Merini” di Catanzaro, il “Premio Albero Andronico” in Campidoglio a Roma, il “Premio ligure Città di Sarzana” La Spezia, il “Premio Parole e Poesia” di Formigine a Modena, sono alcuni dei riconoscimenti ultimamente conseguiti dalla critica nazionale e internazionale.
 
l poeta Adragna, varesino di adozione da quasi due decenni, conquista la Loggia del Castello di Formigine a Modena con la silloge poetica “Il freddo dolore dei chiodi
 
-          Le ragioni della Follia – Poesia, Maremmi editore, Firenze 2007;
 
-          Sguardi diVersi – Poesia, Edizioni Il FILO, Roma 2010;
 
-          Il vento e i fiori di campo – Antologia Scolastica, Ed. Ti pubblica, Milano 2014;
 
-          Il poeta, il baco e la seta – Poesia, Collana Zefiro, Aletti editore, Roma 2014;
 
-          Il sole della notte – Racconti, Aletti editore, Roma 2015;
 
-          Il freddo dolore dei chiodi – Poesia, Il Fiorino editore, Modena 2018.



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